Conto Termico 3.0 aggiornamenti: il portale riapre. Cosa cambia dopo lo stop
Dopo oltre 40 giorni di sospensione, il Conto Termico 3.0 torna operativo. Dal 13 aprile 2026 il portale del GSE è stato riattivato, permettendo nuovamente l’invio delle richieste di incentivo per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Una riapertura attesa da tutto il settore, che arriva dopo un avvio particolarmente intenso: nelle prime settimane, infatti, le richieste avevano già superato il budget annuale disponibile, portando il GSE a sospendere temporaneamente la piattaforma per effettuare le necessarie verifiche.
Abbiamo già parlato del Conto Termico 3.0 in un precedente articolo. Se vuoi capire nel dettaglio come funziona, quali interventi sono ammessi e quali vantaggi offre, puoi approfondire qui: Conto Termico 3.0: la spinta verso la transizione energetica
PERCHÉ IL PORTALE ERA STATO SOSPESO
Il Conto Termico 3.0 aveva registrato un’adesione superiore alle aspettative. In meno di un mese, le domande presentate avevano raggiunto circa 1,3 miliardi di euro, a fronte di un plafond annuo pari a 900 milioni.
Lo stop del 3 marzo non ha quindi rappresentato una revisione della misura, ma una pausa tecnica per garantire la sostenibilità del sistema e verificare le pratiche già inviate.
La riapertura conferma la continuità dello strumento, ma introduce una maggiore attenzione alla gestione delle richieste.
Accesso diretto e imprese: cosa cambia davvero
La principale differenza rispetto alla prima apertura riguarda la modalità di accesso per privati e imprese. Con la riapertura del portale, l’invio delle domande avviene esclusivamente in accesso diretto, cioè a lavori conclusi: l’intervento deve essere completato prima della richiesta e la domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine lavori. Superata questa scadenza, si perde il diritto all’incentivo.
Resta invece attiva la modalità di prenotazione, ma solo per le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti del Terzo Settore, che possono bloccare le risorse prima dell’avvio degli interventi.
Per le aziende, questo cambio di approccio richiede una pianificazione ancora più strutturata. Prima di avviare qualsiasi intervento, infatti, è necessario presentare al GSE una richiesta di valutazione preliminare: un passaggio obbligatorio, che rende centrale la fase progettuale e la corretta impostazione della pratica fin dall’inizio, sia dal punto di vista tecnico che documentale.