Iperammortamento 2026: investimenti, requisiti e procedure per le imprese
Data di pubblicazione: 17 Luglio 2026

Iperammortamento 2026: investimenti, requisiti e procedure per le imprese

Tempo di lettura stimato: 10 min
Contenuto aggiornato al 20 luglio 2026

Iperammortamento 2026, che cos'è

L’iperammortamento 2026 consente alle imprese di aumentare, ai soli fini fiscali, il costo riconosciuto di determinati beni strumentali, a condizione che il bene acquistato faccia parte delle categorie ammesse all’agevolazione. La maggiorazione varia in funzione dell’entità dell’investimento ed è pari al 180%, al 100% o al 50%.

Questo incremento riguarda esclusivamente la base fiscale sulla quale vengono calcolate le quote di ammortamento o i canoni di leasing deducibili ai fini IRES o IRPEF, senza modificare il valore contabile del bene.

Il beneficio, quindi, non viene riconosciuto come contributo immediato e non passa attraverso un credito d’imposta: si traduce in una riduzione del reddito imponibile distribuita nel periodo di ammortamento del bene.
La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.


Un progetto può essere tecnicamente valido e, allo stesso tempo, non possedere i requisiti necessari per accedere all’agevolazione.
È qui che iniziano le verifiche più delicate:
il bene rientra effettivamente nelle categorie previste? La sua provenienza è documentabile? L’interconnessione rispetta i requisiti richiesti? Gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo sono dimensionati correttamente?

Per l’installatore, queste valutazioni non arrivano alla fine del lavoro, ma entrano nel progetto fin dalle prime fasi, quando si scelgono prodotti, configurazioni e documenti. Perché un investimento agevolabile non nasce da una dicitura in fattura, ma da un progetto costruito con ordine.

Fotovoltaico: quali moduli sono ammessi

Per il fotovoltaico sono ammessi esclusivamente i moduli delle categorie B e C del registro ENEA. La categoria B comprende moduli prodotti nell’Unione europea con efficienza di cella almeno pari al 23,5%. La categoria C riguarda moduli europei con celle bifacciali a eterogiunzione di silicio o celle tandem prodotte nell’Unione europea, con efficienza almeno pari al 24%.

Prima dell’ordine è quindi necessario verificare:

  • categoria del modulo;
  • efficienza dichiarata;
  • provenienza;
  • iscrizione nel registro ENEA;
  • documentazione del produttore.


Anche l’accumulo può rientrare, ma solo quando è chiaramente asservito all’impianto di generazione. Una batteria installata come sistema autonomo non è automaticamente agevolabile.


Quanto vale la maggiorazione

Le percentuali si applicano per scaglioni progressivi.

Edif iperammortamento tabella quote
Per un bene agevolabile da 100.000 euro, la maggiorazione del 180% porta il valore fiscale complessivo a 280.000 euro. L’impresa non riceve 180.000 euro. Deduce nel tempo le quote calcolate anche sulla maggiorazione.

Come funziona la procedura GSE

La procedura si articola in tre fasi.
Edif Iperammortamento tabella Fasi

Il termine massimo per la comunicazione di completamento è il 15 novembre 2028.

Sono inoltre previste comunicazioni annuali al GSE:

  • entro il 20 gennaio;

  • entro il successivo 30 giugno.

La pratica, quindi, non si chiude con il collaudo. Continua a vivere insieme al piano di ammortamento.


Perizia e documentazione

La conformità tecnica deve essere attestata tramite:

  • perizia asseverata di un ingegnere o perito industriale;
  • oppure attestazione di un ente di certificazione accreditato.


Le spese devono invece essere certificate da un revisore legale o da una società di revisione. L’installatore non certifica il beneficio fiscale, ma prepara buona parte del terreno tecnico.

Sono utili:

  • offerte e ordini dettagliati;
  • schede tecniche;
  • dichiarazioni del produttore;
  • schemi elettrici;
  • protocolli di comunicazione;
  • verbali di collaudo;
  • matricole;
  • prove di interconnessione;
  • documenti di trasporto e fatture.


Questi elementi vanno raccolti durante il lavoro. Ricostruirli mesi dopo può trasformare un progetto lineare in un labirinto.


Rifasamento e power quality: tecnologie da esaminare nel progetto

Sistemi di rifasamento, SVG, filtri attivi e soluzioni per il monitoraggio della qualità dell’energia possono contribuire alla stabilità dell’impianto, al controllo dei parametri elettrici e alla continuità dei processi.
La loro presenza, però, non determina automaticamente l’accesso all’iperammortamento.
La verifica deve partire dal ruolo che il sistema assume nel processo produttivo e dalla possibilità di ricondurlo a una delle categorie previste dagli Allegati IV o V. Diventano quindi centrali la funzione svolta, l’integrazione con gli altri sistemi e le caratteristiche tecniche della configurazione installata.

 

Per approfondire il funzionamento delle tecnologie dedicate al rifasamento e alla power quality
è possibile consultare l’articolo sulle soluzioni Ortea Next.


La verifica comincia quando il progetto è ancora sulla carta

Nell’iperammortamento 2026, molte criticità nascono prima della posa: nella scelta di un bene non correttamente classificato, in un modulo fotovoltaico privo dei requisiti richiesti o in una fornitura descritta in modo troppo generico.
Per questo il confronto tra impresa, installatore, tecnico incaricato e consulente fiscale dovrebbe iniziare quando il progetto è ancora aperto alle decisioni.
È in quella fase che si possono allineare tecnologia, normativa e documentazione. Dopo, correggere il percorso può diventare più difficile.

In sintesi

  • Che cos’è l’iperammortamento 2026? È una maggiorazione fiscale che consente alle imprese di dedurre quote di ammortamento o canoni di leasing calcolati su un valore superiore al costo effettivo del bene.
  • Chi può accedere? Le imprese che realizzano investimenti destinati a strutture produttive situate in Italia e rispettano i requisiti fiscali, contributivi e di sicurezza previsti.
  • Quali investimenti possono rientrare? Beni materiali e immateriali indicati negli Allegati IV e V, oltre a determinati impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile e relativi sistemi di accumulo.
  • Basta che il bene sia interconnesso? No. Deve prima rientrare in una specifica categoria ammessa e rispettarne tutti i requisiti.
  • Come si accede? Attraverso una procedura GSE articolata in comunicazione preventiva, conferma dell’investimento e comunicazione di completamento.
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