Bonus Sicurezza 2026: ultimi mesi per recuperare il 50%
Data di pubblicazione: 21 Maggio 2026

Bonus Sicurezza 2026: ultimi mesi per recuperare il 50%

Bonus Sicurezza 2026: interventi, aliquote e scadenze per chi lavora sugli immobili.

Ogni sopralluogo è anche un'occasione che si può perdere. Il cliente che installa un impianto antifurto, sostituisce la porta blindata o mette le inferriate alle finestre ha quasi sempre diritto a recuperare una parte di quella spesa , eppure nella maggior parte dei casi non lo sa, perché nessuno gliel'ha detto. E "nessuno" spesso significa chi era lì con lui. Conoscere il Bonus Sicurezza non è un dettaglio fiscale, fa la differenza tra chi esegue un lavoro e chi lo gestisce davvero.


Il Bonus Sicurezza e la sua base normativa

Il Bonus Sicurezza è una detrazione IRPEF disciplinata dall'art. 16-bis del TUIR (D.P.R. 917/1986), che include tra gli interventi detraibili quelli "finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi" , ovvero furto, aggressione, sequestro di persona e qualsiasi altro reato penalmente rilevante.

Non è un'agevolazione autonoma: è parte del Bonus Ristrutturazioni, applicata a una categoria specifica di lavori. I due nomi indicano lo stesso strumento. Questa precisione ha conseguenze pratiche: la detrazione per la sicurezza non è cumulabile con l'Ecobonus per le stesse spese (art. 16-bis, co. 6 TUIR), né con il Superbonus. Non richiede però né asseverazioni tecniche né visto di conformità, a differenza di entrambi. Le norme attuative che regolano adempimenti, modalità di pagamento e documentazione sono nel D.M. 41/1998, in vigore dal 1998 e ancora pienamente operativo.


Le aliquote attuali, passano al 36% dal 2027

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto un doppio binario sulle aliquote, poi confermato anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026.
Il quadro completo, fino al 2028:

tabella aliquote per anno bonus sicurezza

Il 2026 è l'ultimo anno con il 50% e il tetto a 96.000 euro
Su un intervento da 15.000 euro , porta blindata, impianto d'allarme, sistema di videosorveglianza , la differenza tra agire entro dicembre e aspettare il 2028 vale 3.000 euro di detrazione in meno, su un massimale che si dimezza. È un argomento concreto da portare al cliente durante il sopralluogo.

Un aspetto operativo che incide sulla pianificazione di fine anno: la spesa si considera sostenuta nel momento in cui viene dato l'ordine del bonifico alla banca, non alla data dell'addebito sul conto (Risposta AdE n. 137 del 20/06/2024). Un cantiere avviato in autunno rientra nelle condizioni 2026 se il pagamento viene disposto entro il 31 dicembre, anche se l'accredito arriva qualche giorno dopo.

Vale anche il caso opposto: si può pagare prima che i lavori inizino, o saldare dopo che sono già terminati. La detrazione spetta comunque nell'anno in cui viene disposto il bonifico, indipendentemente dalla fase del cantiere al momento del pagamento.


Cosa si può installare e portare in detrazione

Edif Bonus Sicurezza 2026 interventi possibili


La norma finanzia gli interventi fisici e permanenti sull'immobile. Non basta acquistare un dispositivo: serve un'installazione documentata, che faccia parte in modo stabile dell'edificio. Sono esclusi i sistemi portatili o rimovibili , una telecamera appoggiata su un mobile, un sensore non ancorato alla struttura. La detrazione segue il cantiere, non il prodotto.

Sicurezza passiva — interventi strutturali:

  • Porte blindate o rinforzate, spettano sia per la sostituzione di una porta preesistente, anche non blindata, sia per la nuova installazione su varco già esistente, purché l'immobile non sia di nuova costruzione
  • Serrature di sicurezza, lucchetti, catenacci, spioncini
  • Inferriate e grate alle finestre, i due termini sono equivalenti ai fini della detrazione
  • Saracinesche e tapparelle metalliche con bloccaggi
  • Vetri antisfondamento
  • Casseforti a muro
  • Cancellate, cancelli e recinzioni murarie, inclusa la detrazione del cancello elettrico con motorizzazione, purché finalizzati alla sicurezza dell'immobile

Sicurezza attiva — impianti tecnologici

  • Impianti d'allarme e relative centraline, nuova installazione, sostituzione o aggiornamento di impianti esistenti
  • Apparecchi rilevatori antifurto e relative centraline
  • Sistemi di videosorveglianza, anche collegati a centrali di vigilanza privata
  • Fotocamere e cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • Rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  • Videocitofoni


Cosa è espressamente escluso

Contratti di vigilanza privata, canoni mensili di abbonamento a centrali operative, servizi periodici di manutenzione senza installazione, dispositivi non ancorati all'immobile.

La detrazione copre l'intero intervento: materiali, manodopera, sopralluogo, progettazione, installazione. Tutto deve essere in fattura e nel tetto dei 96.000 euro, che è unico per unità immobiliare e condiviso con eventuali altri interventi di ristrutturazione sullo stesso immobile nello stesso anno.
Gli immobili strumentali all'attività d'impresa, negozi, uffici, capannoni sono esclusi, salvo il caso degli immobili merce delle imprese di costruzione. Per gli immobili usati in modo promiscuo come abitazione e studio professionale, una situazione non infrequente tra i professionisti tecnici, la detrazione è ammessa ma ridotta alla metà.

Chi può accedere al bonus e con quale aliquota

Possono accedere tutti i contribuenti IRPEF , residenti e non residenti , che sostengono la spesa e sono intestatari di fattura e bonifico. La distinzione che conta non è tra proprietari e non proprietari, ma tra chi accede al 50% e chi si ferma al 36%.

L'aliquota del 50%
Richiede due condizioni simultanee: - essere titolari di un diritto reale sull'immobile, proprietà, nuda proprietà, usufrutto, diritto d'uso, diritto di abitazione, proprietà superficiaria - l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale.

L'aliquota del 36%
Accedono tutti gli altri. Inquilini con contratto registrato e consenso scritto del proprietario ai lavori; comodatari, purché il contratto sia registrato prima dell'avvio del cantiere — non prima del pagamento, ma prima dell'inizio dei lavori; familiari conviventi del proprietario, coniuge incluso, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo, a condizione che la convivenza sussista già alla data di inizio lavori e si mantenga fino al momento del pagamento; conviventi more uxorio per le spese dal 1° gennaio 2016; coniuge separato assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge.


IVA, sconto in fattura e tetto reddituale

Come funziona nella pratica

La detrazione non richiede portali, domande preventive o comunicazioni a enti esterni, salvo i casi specifici trattati più avanti. Si sostiene la spesa, si paga con bonifico parlante, si conserva la documentazione e si inserisce tutto nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo. Il recupero avviene in 10 rate annuali di pari importo, scalate dall'IRPEF dovuta.

Lo sconto in fattura: non esiste più
Dal 17 febbraio 2023 (D.L. 11/2023), per gli interventi dell'art. 16-bis del TUIR lo sconto in fattura per porte blindate, inferriate, cancelli e impianti di allarme non è più disponibile, né lo è la cessione del credito.

IVA al 10% e la regola dei beni significativi
Gli impianti di sicurezza rientrano tra i beni significativi (D.M. 29/12/1999). L'IVA agevolata al 10% si applica sull'intera manodopera e sui materiali, ma solo fino a concorrenza del valore della manodopera. Sull'eccedenza dei materiali si applica il 22%.

Ad esempio:
Fattura da 2.000 euro con 500 di manodopera e 1.500 di materiali: IVA al 10% su 1.000 euro (500 manodopera + 500 materiali fino a concorrenza), IVA al 22% sui restanti 1.000 euro di materiali.

La separazione esplicita in fattura tra prestazione e fornitura non è obbligatoria. Una fattura che somma tutto senza distinguere espone l'impresa a contestazioni. Tetto per redditi sopra i 75.000 euro. Dal 2025, l'art. 16-ter del TUIR (L. 207/2024) fissa un limite annuo complessivo alle detrazioni IRPEF per chi supera quella soglia. Il tetto si calcola su una quota base moltiplicata per un coefficiente legato ai figli a carico:

bonus-sicurezza-edif-tabella2

Il limite vale per tutte le detrazioni IRPEF dell'anno , sanitarie, edilizie, universitarie , calcolato sulla rata annua, non sull'intera spesa. Il reddito si calcola al netto di quello dell'abitazione principale. Un cliente con reddito alto che ha già saturato il plafond con altri bonus potrebbe non recuperare nulla dal Bonus Sicurezza quell'anno, anche avendo pagato regolarmente: è un'informazione importante da condividere a priori, con il proprio cliente.


Il bonifico parlante

come si compila e cosa non si può sbagliare

Il pagamento deve avvenire: con bonifico bancario o postale "parlante", anche online.

Nella causale devono comparire obbligatoriamente tre elementi:
1- il riferimento normativo ("Detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, art. 16-bis D.P.R. 917/1986")
2- il codice fiscale del beneficiario della detrazione, che può essere diverso dall'ordinante il bonifico 3- la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa esecutrice. Una causale errata o incompleta può causare la decadenza totale della detrazione.
3- la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa esecutrice.
Una causale errata o incompleta può causare la decadenza totale della detrazione.


Pratiche edilizie, comunicazione ASL e documentazione da conservare

La maggior parte degli interventi di sicurezza rientra in edilizia libera, nessuna SCIA, nessuna CILA. Le eccezioni da verificare caso per caso sono: interventi su facciate o recinzioni esterne in alcuni Comuni (verificare il regolamento edilizio locale); immobili con vincoli paesaggistici ai sensi del D.Lgs. 42/2004, per i quali il contatto preventivo con la Soprintendenza di competenza non è opzionale; interventi su parti comuni condominiali, che richiedono delibera assembleare preventiva, un passaggio che chi lavora su condomini conosce bene, ma che va pianificato per tempo.

La notifica preliminare all'ASL prevista dall'art. 99 del D.Lgs. 81/2008 è obbligatoria solo in due casi:
A- cantiere con più imprese esecutrici, anche non contemporanee;
B- singola impresa con entità presunta di lavoro pari o superiore a 200 uomini-giorno.

Per la quasi totalità degli interventi di sicurezza residenziale affidati a un'unica impresa, non è richiesta. Dove è obbligatoria e viene omessa, la decadenza dalla detrazione è automatica.


Documentazione necessaria da conservare per 10 anni

Quello che serve tenere:
- fatture intestate al beneficiario della detrazione con separazione esplicita tra materiali e manodopera;
- contabili del bonifico parlante;
- dichiarazioni di conformità degli impianti (D.M. 37/2008);
- delibera condominiale se l'intervento riguarda parti comuni;
- dichiarazione sostitutiva attestante l'assenza di titolo abilitativo per gli interventi in edilizia libera (Provvedimento AdE 149646/2011);
- notifica ASL se obbligatoria.


La dichiarazione dei redditi, il modello 730 e la vendita dell'immobile

La spesa va inserita nel Quadro E, Sezione III-A, codice intervento 2, rigo E41, indicando l'importo complessivo sostenuto nell'anno — non la rata annua, calcolata automaticamente in base alla ripartizione in 10 quote. Servono i dati catastali dell'immobile e il codice fiscale di chi ha eseguito i lavori.
Con il 730 precompilato le spese compaiono già se l'impresa ha trasmesso correttamente i dati, ma vale sempre la pena verificare con la propria documentazione prima di confermare. Per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, è opportuno verificare con il proprio consulente fiscale che il plafond art. 16-ter non sia già saturato da altre detrazioni dell'anno.
In caso di vendita dell'immobile prima del completamento delle 10 rate, le quote residue si trasferiscono automaticamente all'acquirente, salvo diverso accordo scritto nell'atto notarile.

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