BESS, accumulo per aziende e colonnine DC: accumulare energia è solo l'inizio
Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2026

BESS, accumulo per aziende e colonnine DC: accumulare energia è solo l'inizio

BESS: come sfruttare tutte le potenzialità dell'accumulo

Per un’azienda, gestire l’energia significa averla a disposizione nel momento giusto e con la potenza necessaria.
I BESS (Battery Energy Storage System) sono sistemi di accumulo a batterie che immagazzinano energia elettrica per utilizzarla quando serve.
Le applicazioni vanno oltre l’autoconsumo fotovoltaico: dalla gestione dei picchi di potenza al supporto alle stazioni di ricarica rapida in corrente continua (DC). Un BESS opportunamente dimensionato può infatti affiancare la rete nell’alimentazione dei carichi, sostenendo per periodi limitati richieste di potenza superiori a quella disponibile dalla fornitura.
Per capire quando proporre un BESS ai propri clienti, è utile conoscerne il funzionamento, le principali applicazioni e gli aspetti da valutare nella scelta.

Come funziona un BESS?

Il funzionamento di un BESS si basa sull’integrazione tra batterie, sistemi di controllo e dispositivi di conversione dell’energia. Ogni componente svolge un ruolo preciso:

  • Batterie: immagazzinano l’energia sotto forma chimica e la restituiscono come energia elettrica durante la scarica. Le celle agli ioni di litio sono tra le tecnologie più diffuse.
  • BMS (Battery Management System): monitora parametri come tensione, corrente e temperatura, stima lo stato di carica e gestisce le batterie per mantenerle entro i limiti operativi previsti.
  • PCS (Power Conversion System): gestisce la conversione dell’energia durante la carica e la scarica. Nei sistemi collegati alla rete in corrente alternata, converte l’energia da alternata a continua per caricare le batterie e da continua ad alternata per alimentare i carichi.
  • EMS (Energy Management System): coordina le operazioni di carica e scarica in base ai consumi, alla produzione locale e agli obiettivi di gestione dell’impianto.

A questi componenti si affiancano i dispositivi di protezione e i sistemi di gestione termica. Il loro dimensionamento e la loro integrazione contribuiscono a determinare le prestazioni, la sicurezza e l’affidabilità del BESS.

 

LE PRINCIPALI PARTI DI UN BESS - Schema semplificato dei componenti principali

Principali applicazioni e vantaggi di un BESS

Un sistema di accumulo può rispondere a esigenze diverse: sfruttare meglio l'energia prodotta, controllare la potenza prelevata dalla rete o garantire, nelle configurazioni predisposte, l'alimentazione di determinati carichi durante un'interruzione.

1. Aumentare l'autoconsumo del fotovoltaico
Quando un impianto fotovoltaico produce più energia di quella immediatamente consumata, il surplus può essere immagazzinato e utilizzato in un momento successivo.
Pensiamo a un'azienda che produce molta energia solare nelle ore centrali della giornata, ma continua a consumare elettricità anche la sera. Con il BESS può conservare una parte dell'energia prodotta e ridurre i successivi prelievi dalla rete. Il vantaggio è un maggiore autoconsumo, la cui convenienza va comunque valutata in base ai consumi e ai costi del sistema.

2. Gestire i picchi di potenza con il peak shaving
In un'attività produttiva possono esserci momenti in cui più macchinari funzionano contemporaneamente, facendo aumentare rapidamente il prelievo di potenza.
Il peak shaving serve proprio a ridurre questi picchi: il BESS eroga una parte della potenza richiesta dai carichi, limitando quella prelevata dalla rete. Il sistema può quindi aiutare a gestire meglio gli assorbimenti e, laddove le condizioni tariffarie lo permettano, a contenere alcuni costi associati alla potenza.

3. Integrare temporaneamente la potenza disponibile dalla rete
Un'azienda può avere bisogno di alimentare nuove apparecchiature senza disporre di potenza sufficiente nella fornitura esistente. Aumentarla, però, potrebbe richiedere interventi sull'impianto o sulla connessione, con tempi e costi da valutare.
In alcuni casi, un BESS opportunamente dimensionato può fornire la potenza aggiuntiva necessaria per periodi limitati. È l'applicazione spesso indicata come power boosting: il principio è vicino al peak shaving, ma l'obiettivo è sostenere temporaneamente carichi che richiedono più potenza di quella disponibile dalla rete.
Il BESS non sostituisce automaticamente un aumento della fornitura: se il fabbisogno aggiuntivo è elevato e continuo, occorre valutare anche il potenziamento della connessione.

4. Trading energetico e ottimizzazione dei costi
Un BESS può essere utilizzato anche per sfruttare le variazioni del prezzo dell'energia elettrica nel corso della giornata. Il principio è quello dell'energy arbitrage, o arbitraggio energetico: accumulare energia quando costa meno e utilizzarla quando il suo valore è maggiore. Pensiamo, ad esempio, a un'azienda con un contratto di fornitura a prezzo variabile.
Il BESS può caricarsi nelle ore economicamente più convenienti e rilasciare l'energia accumulata quando i prezzi aumentano, contribuendo così a ridurre i costi dell'elettricità. Ma l'energia accumulata può anche avere un valore commerciale.
In determinate condizioni, infatti, un BESS può essere utilizzato per attività di trading energetico, acquistando e vendendo energia attraverso i mercati elettrici, direttamente o tramite operatori abilitati.
La differenza è importante: mentre l'arbitraggio energetico può essere utilizzato anche soltanto per ottimizzare i consumi di un'azienda, il trading prevede vere e proprie operazioni di compravendita dell'energia. Questa possibilità dipende però dalle caratteristiche dell'impianto e dai requisiti tecnici, contrattuali e regolatori previsti per l'accesso ai mercati. Inoltre, la convenienza economica deve tenere conto delle perdite energetiche, dei costi di gestione e dell'invecchiamento delle batterie.

5. Fornire alimentazione di emergenza, se previsto dal sistema
Un BESS progettato per il backup può alimentare determinati carichi in caso di interruzione della rete. Questa funzione richiede però una configurazione idonea, dispositivi di separazione e protezioni adeguate. La sola presenza delle batterie non garantisce il funzionamento durante un blackout e un BESS non equivale automaticamente a un UPS. Le due soluzioni possono rispondere a esigenze differenti di continuità e qualità dell'alimentazione.

6. Favorire l'integrazione delle fonti rinnovabili
La produzione di energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico e l’eolico, può variare anche rapidamente in base alle condizioni meteorologiche. Qui l’obiettivo non è soltanto utilizzare in un altro momento l’energia prodotta, ma anche gestire le variazioni improvvise di potenza. Il BESS può assorbire o rilasciare energia per rendere più regolari i flussi dell’impianto.
Ad esempio, quando il passaggio di una nuvola riduce temporaneamente la produzione fotovoltaica, il BESS può attenuare la variazione di potenza scambiata con la rete, se opportunamente configurato. Se opportunamente progettato e configurato, l’accumulo può quindi facilitare l’integrazione delle rinnovabili nella rete e, in determinate condizioni, contribuire a limitare le riduzioni della produzione imposte per esigenze di esercizio.

7. Gestire le microreti elettriche (microgrid)
Un BESS può svolgere un ruolo importante anche nelle microgrid, o microreti: sistemi elettrici locali che comprendono più risorse energetiche, come impianti fotovoltaici, generatori, batterie e carichi da alimentare.
In una microrete, il BESS permette di accumulare l'energia prodotta localmente e utilizzarla quando necessario, contribuendo a mantenere l'equilibrio tra produzione e consumi.
Pensiamo, ad esempio, a un complesso industriale dotato di fotovoltaico e diversi edifici da alimentare. Un sistema di accumulo può aiutare a gestire i flussi energetici tra le diverse utenze e a ridurre i prelievi dalla rete principale.
Se progettata per questa funzione, una microrete può anche funzionare temporaneamente in modo autonomo dalla rete pubblica, utilizzando l'energia disponibile localmente. Questa modalità, chiamata funzionamento in isola, richiede però sistemi di controllo e protezione specifici.

8. Fornire servizi di supporto alla rete elettrica
Oltre a gestire l'energia all'interno di un impianto, un BESS può contribuire alla stabilità e al corretto funzionamento della rete elettrica.
Per mantenere il sistema elettrico in equilibrio è necessario che produzione e consumi siano costantemente bilanciati. I sistemi di accumulo possono aiutare a raggiungere questo obiettivo, aumentando o riducendo rapidamente la potenza scambiata con la rete.
Una delle applicazioni è la regolazione della frequenza, che contribuisce a mantenere stabile il funzionamento del sistema elettrico. In determinate configurazioni, i BESS possono anche fornire servizi di supporto alla tensione.
Queste funzioni, generalmente indicate come servizi di rete o servizi ancillari, possono offrire ulteriori opportunità di valorizzazione economica dell'accumulo. La partecipazione ai relativi mercati non è però automatica: richiede il rispetto di specifici requisiti tecnici e delle regole previste, eventualmente attraverso operatori abilitati.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella gestione del BESS

Decidere quando caricare e scaricare le batterie è importante sia per la disponibilità di energia sia per la gestione dei consumi del sito. Un EMS può gestire le batterie tenendo conto dei consumi, della produzione fotovoltaica, dei prezzi dell'energia e dello stato di carica. Nei sistemi più evoluti, algoritmi previsionali e intelligenza artificiale possono aiutare ad anticipare la produzione e la domanda energetica. Pensiamo a un'azienda con fotovoltaico, BESS e colonnine DC: il sistema può tenere conto delle sessioni di ricarica programmate, conservare una quota di energia per i picchi previsti e scegliere quando ricaricare le batterie. L’intelligenza artificiale non è indispensabile: molte funzioni di gestione possono essere svolte anche con algoritmi tradizionali.

Cosa valutare prima di installare un BESS?

Prima di scegliere un sistema di accumulo, è importante chiarire quale esigenza deve soddisfare. L'obiettivo può essere aumentare l'autoconsumo fotovoltaico, gestire i picchi di potenza oppure supportare nuove utenze, come le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici.
Il punto di partenza è conoscere le caratteristiche del sito: l'andamento dei consumi, la potenza disponibile dalla rete e la presenza di altri sistemi energetici. Queste informazioni aiutano a capire quale ruolo può svolgere il BESS e quali aspetti approfondire nella scelta.

BESS e colonnine di ricarica DC: quando può essere utile l’accumulo?

Le stazioni di ricarica in corrente continua (DC) permettono di erogare potenze elevate. A differenza della ricarica AC, la conversione dell’energia avviene nella stazione, che fornisce corrente continua al veicolo. La potenza effettiva dipende comunque dalle caratteristiche del veicolo e dalla fase di ricarica.
Per l’installatore, uno dei primi aspetti da valutare è la potenza disponibile. Un parcheggio aziendale o una struttura ricettiva, ad esempio, possono avere una fornitura adeguata ai consumi abituali, ma non sufficiente per alimentare anche una stazione DC alla massima potenza.
In queste situazioni, un BESS opportunamente dimensionato può affiancare la rete, fornendo parte della potenza necessaria durante la ricarica e contenendo i picchi di prelievo. Questa applicazione è nota anche come battery-buffered charging.
L’accumulo è particolarmente utile da valutare quando le richieste di potenza elevata si concentrano in periodi limitati. Se invece le stazioni lavorano quasi senza interruzioni, può essere necessario considerare anche un aumento della potenza disponibile dalla rete.

Come dimensionare un BESS? Potenza e capacità in pratica

Per dimensionare un BESS bisogna partire da tre informazioni: quanta potenza serve, per quanto tempo e con quale frequenza. Da qui si possono individuare le caratteristiche dell’accumulo più adatte all’utilizzo previsto.

Le due grandezze principali da conoscere sono:

  • Potenza (kW): indica quanta potenza il BESS può fornire in un determinato momento.
  • Capacità (kWh): indica quanta energia può immagazzinare; la quantità realmente disponibile dipende dalle caratteristiche e dalle condizioni di funzionamento del sistema.


ESEMPIO
Immaginiamo una stazione DC che eroghi 50 kW al veicolo, con 30 kW disponibili dalla rete per la ricarica, già al netto degli altri consumi del sito.
In un caso ideale, senza perdite, il BESS dovrebbe fornire i 20 kW mancanti.
Se questa potenza fosse necessaria per 30 minuti, l’energia richiesta sarebbe:

20 kW × 0,5 ore = 10 kWh

Nella pratica, però, la stazione di ricarica consuma anche energia per il proprio funzionamento. Ipotizzando, a titolo di esempio, un rendimento del 95%, per erogare 50 kW al veicolo servirebbero circa 52,6 kW all’ingresso della stazione.
Con 30 kW forniti dalla rete, il BESS dovrebbe quindi contribuire con circa 22,6 kW sul lato AC, pari a 11,3 kWh in 30 minuti, prima di considerare le perdite interne all’accumulo.


schema-bess-ricarica-dc


Come si passa da questo valore alla scelta della batteria?

Gli 11,3 kWh rappresentano l’energia da fornire alla stazione in quella mezz’ora, non necessariamente la capacità della batteria da installare. Bisogna considerare quanta energia è effettivamente utilizzabile, il livello di carica iniziale, le perdite di conversione e la capacità del BESS di erogare la potenza richiesta per tutto il tempo necessario.
Conta poi il ritmo delle ricariche. Se più veicoli si susseguono a breve distanza, il BESS potrebbe non avere tempo e potenza sufficienti per recuperare l’energia utilizzata: in questo caso può servire una capacità maggiore.
Il dimensionamento va quindi verificato sull’uso complessivo dell’infrastruttura, tenendo conto del profilo dei consumi del sito e delle prestazioni reali.


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