Prevenzione incendi fotovoltaico: come progettare e realizzare impianti sicuri secondo la nuova normativa
Data di pubblicazione: 16 Dicembre 2025

Prevenzione incendi fotovoltaico: come progettare e realizzare impianti sicuri secondo la nuova normativa

Linee guida Vigili del Fuoco 2025 per gli impianti fotovoltaici: obblighi, sezionamento in continua e gestione dell’emergenza.

Con la Nota del Ministero dell’Interno – Vigili del Fuoco del 1° settembre 2025 n. 14030 entrano in vigore le nuove linee guida di prevenzione incendi per gli impianti fotovoltaici, che aggiorna e sostituisce la versione del 2012.
L’obiettivo dell’aggiornamento è chiaro: allineare le regole di prevenzione incendi a come il fotovoltaico è davvero utilizzato oggi.
Negli ultimi anni gli impianti fotovoltaici sono cresciuti per dimensioni, potenze e diffusione. Li troviamo su coperture industriali, centri commerciali, parcheggi, pensiline e strutture complesse. Producono energia in modo continuo e, soprattutto, restano attivi anche quando la rete elettrica viene disalimentata.
Questo ha reso necessario un approccio più maturo alla sicurezza antincendio, che tenga conto non solo dell’esercizio normale dell’impianto, ma anche delle condizioni di emergenza. La linea guida non introduce nuovi obblighi indiscriminati, ma chiarisce come progettare e gestire il fotovoltaico affinché non costituisca un aggravio del rischio incendio.

Il principio guida: il fotovoltaico è una sorgente di rischio da gestire

Il punto di partenza della linea guida è volutamente concreto e aderente alla realtà operativa. Un impianto fotovoltaico, se inserito in un edificio o in una struttura complessa, può infatti incidere sulle condizioni di rischio in caso di incendio.

In particolare, un impianto fotovoltaico:

  • può innescare un incendio
  • può favorire la propagazione delle fiamme
  • può rendere più pericoloso l’intervento dei Vigili del Fuoco
  • resta in tensione anche se la rete elettrica è scollegata

È proprio partendo da queste considerazioni che la linea guida introduce un approccio più strutturato alla progettazione e alla gestione degli impianti. Da qui nasce l’esigenza di:

  • controllare con attenzione layout, distanze e materiali
  • gestire correttamente inverter e sistemi di accumulo
  • garantire un sezionamento di emergenza dell’impianto realmente efficace

L’obiettivo non è aggiungere complessità, ma ridurre il rischio in modo consapevole, rendendo l’impianto più sicuro sia in esercizio sia nelle situazioni di emergenza.

A quali impianti si applica

La linea guida si applica agli impianti fotovoltaici che presentano le seguenti caratteristiche:

  • fino a 1500 V in corrente continua
  • installati su edifici o strutture a servizio di attività soggette a prevenzione incendi (DPR 151/2011)
  • sia sistemi BAPV Building Applied Photovoltaics, applicati sopra edifici come ad esempio su coperture, sia sistemi BIPV Building Integrated Photovoltaics, integrati direttamente nella struttura come ad esempio facciate, vetrate o coperture.
  • inclusi quelli su pensiline, tettoie e parcheggi se interferenti con l’attività

Sono esclusi:

  • gli impianti fotovoltaici a terra, per i quali i pannelli generatori non sono installati su edifici né su pergole, tettoie, pensiline;
  • gli impianti fotovoltaici del tipo plug & play;
  • gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 800 W;
  • gli impianti agri-voltaici, qualora posti a distanza superiore a 100 m dagli edifici di attività soggette, misurata nel punto di minima distanza, e qualora gli stessi edifici non rientrino fra le attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi di cui all’allegato I al d.P.R. 1° agosto 2011, n.151;
  • gli impianti a concentrazione solare, nei quali i pannelli fotovoltaici sono installati su strutture di sostegno ad inseguimento solare.

Il documento chiarisce inoltre che la linea guida può essere utilizzata come riferimento tecnico volontario anche per impianti fotovoltaici installati su edifici non soggetti a prevenzione incendi, rappresentando in questi casi una buona pratica progettuale.

Il sezionamento di emergenza

Il punto più rilevante del documento, soprattutto per installatori e tecnici, è il paragrafo 3.3.5.2 – Sezionamento di emergenza.

Esempi di sezionamento di emergenza Fonte: https://www.vigilfuoco.it


Al paragrafo 3.3.5.2 – Sezionamento di emergenza, il documento stabilisce che:
L’impianto fotovoltaico deve essere provvisto di un dispositivo di sezionamento, ubicato in posizione segnalata, protetta dall’incendio e facilmente accessibile ai soccorritori, in grado di garantire il sezionamento dell’impianto elettrico rispetto a tutte le sorgenti di alimentazione, compreso l’impianto fotovoltaico stesso.
NOTA_01_09_2025_n_14030
Questa frase è il vero spartiacque rispetto al passato.


Qui la norma entra nel concreto e afferma che l’impianto fotovoltaico deve essere dotato di un dispositivo di sezionamento che sia:

  • chiaramente identificabile
  • protetto dagli effetti dell’incendio
  • facilmente accessibile ai soccorritori.

Il passaggio chiave è quello che specifica che il sezionamento deve essere efficace rispetto a tutte le sorgenti di alimentazione, compreso l’impianto fotovoltaico stesso. Questo chiarimento elimina un’ambiguità che per anni ha accompagnato il settore: il fotovoltaico non è solo un impianto collegato alla rete, ma una sorgente autonoma di energia.
In termini pratici, significa che:

  • togliere tensione lato rete non è sufficiente,
  • spegnere l’inverter non mette automaticamente in sicurezza l’impianto, l’edificio e le persone
  • finché c’è luce, le stringhe fotovoltaiche possono essere in tensione.

Per questo il sezionamento non è più visto come un semplice comando tecnico, ma come uno strumento di sicurezza antincendio, pensato per rendere l’impianto governabile anche in condizioni critiche.


Sezionamento in corrente continua: un concetto da chiarire bene

Quando si parla di sezionamento dell’impianto fotovoltaico, il riferimento è soprattutto al lato in corrente continua (DC), in quanto la disalimentazione lato inverter avviene normalmente con l’azionamento del pulsante di sgancio sempre presente in edifici soggetti a prevenzione incendi.
La linea guida non impone una tecnologia specifica, ma fissa un obiettivo chiaro: rendere l’impianto fotovoltaico isolabile e governabile in sicurezza in caso di incendio. Il documento richiama infatti la CEI 64-8, sezione 712, e la CEI 82-25, che regolano la progettazione e l’installazione dei sistemi fotovoltaici.


Il pulsante di sgancio

All’interno della linea guida, il pulsante di sgancio non viene mai imposto in modo esplicito come unico strumento possibile. Tuttavia, gli schemi e le indicazioni operative mostrano chiaramente la direzione seguita dai Vigili del Fuoco. In caso di incendio, chi interviene deve poter capire subito:

  • dove si trova il comando,
  • cosa succede azionandolo,
  • quale parte dell’impianto viene messa in sicurezza.

Il pulsante di sgancio risponde perfettamente a questa esigenza. È immediato, riconoscibile e permette di comandare il sezionamento senza accedere a quadri o locali potenzialmente pericolosi. Per questo, nella pratica progettuale attuale, rappresenta una delle soluzioni più efficaci per dimostrare il rispetto degli obiettivi della linea guida.

Nuovi impianti e impianti esistenti: cosa è richiesto oggi

Le linee guida è in vigore dal 1° settembre 2025.
Per i nuovi impianti fotovoltaici installati su attività soggette a prevenzione incendi, il rispetto delle indicazioni è obbligatorio. Il sezionamento di emergenza, incluso il lato in corrente continua, deve essere previsto fin dalla fase di progetto e coerente con la valutazione del rischio. Per gli impianti esistenti, non è previsto un adeguamento automatico generalizzato. Tuttavia, l’allineamento alla nuova linea guida diventa necessario quando l’impianto viene modificato, ampliato o quando si apre un nuovo procedimento antincendio, come una SCIA o una rivalutazione delle condizioni di sicurezza. In questi casi, il fotovoltaico viene considerato una modifica rilevante e deve essere adeguato alle regole vigenti.

Un cambio di approccio che valorizza il lavoro degli installatori

In un settore che continua a crescere, progettare con attenzione alla sicurezza non è solo un dovere normativo: è una scelta di qualità che tutela chi installa, chi utilizza l’impianto, chi vive l’edificio e chi si potrà trovarsi ad intervenire in caso di incendio.

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DALLA NORMATIVA ALLA SOLUZIONE
come affrontare il sezionamento FV nella pratica con la soluzione BREMAS

Le linee guida dei Vigili del Fuoco sono chiare: ma non impongono una tecnologia specifica per il sezionamento degli impianti fotovoltaici. Sta quindi al progettista individuare la soluzione più coerente ed efficace.
Secondo il nostro approccio, agire il più vicino possibile alla sorgente, posizionando il sezionatore direttamente sui quadri di campo in corrente continua, è una scelta tecnica solida per garantire l’isolamento delle stringhe e permettere interventi in sicurezza su tutto il resto dell’impianto.
Nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio di una SOLUZIONE BREMAS che prevede un sezionatore installato direttamente sui quadri di campo in corrente continua, il più vicino possibile alle stringhe. In caso di attivazione del pulsante, il sezionatore interviene in apertura, interrompendo l’alimentazione proveniente dalle stringhe e mettendo in sicurezza l'intero edificio.
Il dispositivo lavora in modo automatico sia in apertura che in chiusura: una volta ripristinato il pulsante di emergenza, il sistema consente il riarmo automatico del sezionatore, senza la necessità per gli operatori di salire in copertura per riarmare manualmente tutti gli interruttori dei quadri di campo. Questo evita riattivazioni non controllate e semplifica le operazioni di ripristino in condizioni di maggiore sicurezza.
La stessa logica rende la soluzione efficace anche al di fuori delle situazioni di emergenza antincendio, offrendo un supporto concreto durante le attività di manutenzione dell’impianto fotovoltaico, che possono essere svolte con maggiore controllo fin dal punto di sezionamento.


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