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Spazio MultimedialeSan Francesco - Gruppo Edif

Spazio Multimediale
San Francesco

Civitanova Marche
Provincia di Macerata

IL PROGETTO

La Chiesa di San Francesco di Civitanova Marche Alta, costruita nel XIII secolo con il titolo di Santa Maria Maddalena, divenne in seguito chiesa di Santa Maria San Francesco; rimaneggiamenti successivi, operati soprattutto alla metà del settecento, l’hanno configurata come oggi si può vedere e ammirare.

La chiesa, anche se ubicata in una zona relativamente lontana dall’epicentro, a seguito della crisi sismica del 1997, ha riportato danni generalizzati, localmente molto gravi, che si sono sommati a quelli dell’incuria e del degrado esistente.

Grazie allo stanziamento di fondi speciali per la ricostruzione erogati dalla Regione Marche, si è potuto restituire lo spazio alla cittadinanza: la costruzione, già sconsacrata, fin da subito è stata destinata all’uso pubblico e culturale, secondo un progetto di creazione di un museo virtuale.


EDIF ha fornito:
– consulenza tecnica nella scelta delle soluzioni progettuali
– prodotti
– assistenza in cantiere in fase di realizzazione.

FILOSOFIA

Il museo virtuale è stato concepito come una “casa” per i cittadini, dove incontrare la storia per epoche, immagini, luoghi, pensato e realizzato in funzione del pubblico. E’ stato immaginato come una struttura espandibile, modulabile e aperta, nella quale la tecnologia ha un ruolo fondamentale: in assenza di oggetti concreti, come nei musei tradizionali, essa diventa il supporto insostituibile per la fruizione degli aspetti concettuali del museo (Arch. Gian Piero Bernini).
Il nuovo museo doveva quindi diventare un luogo dove esporre non manufatti, opere e oggetti materiali, ma idee e suggestioni legate alla storia del territorio.
Lo spazio espositivo avrebbe dovuto riflettere questa impostazione, ed essere plasmabile, adattabile e interattivo: i visitatori avrebbero con intuito e curiosità scoperto i contenuti tematici, come quando si naviga su internet.

TECNOLOGIA

La tecnologia è pertanto stato un tassello fondamentale non solo nella realizzazione del museo virtuale, ma addirittura nella sua ideazione: si voleva
realizzare un luogo in cui i visitatori si sarebbero potuti spostare da una stazione all’altra del museo e costruire un personale percorso di vita, seguendo il filo di contenuti gestiti in maniera automatizzata da un sistema intelligente, capace di adattarsi interattivamente alle variabili definite dagli utenti. Così oggi lo spazio multimediale San Francesco offre ai visitatori un’area di libera fruizione, che propone una serie di stazioni audio-video separate, un sistema di proiezione e diffusione sonora centrale, e naturalmente una gestione tecnologica della luce artificiale d’ambiente, con una coinvolgente diversità di suggestioni luminose.

ILLUMINAZIONE

Nel disegno preliminare sono rappresentate le esigenze dei progettisti al fine una ideale illuminazione d’ambiente, per la massima fruizione degli spazi dedicati agli eventi, valorizzazione architettonica e ottimizzazione dei contrasti durante le eventuali proiezioni video.
Per l’illuminazione generale i progettisti si è deciso di servirsi del colore per trasfigurare le alte pareti bianche e la spaziosa cupola: si è elaborato un progetto che prevede il posizionamento a scomparsa, sui cornicioni delle volte della navata principale e del transetto un sistema a luce diffusa in RGB, utilizzando un apparecchio che ospita tre tubi fluorescenti lineari nei tre colori fondamentali (Red, Green, Blu).
Le varie tonalità di colore sono ottenute attraverso ogni singolo alimentatore elettronico dimmerabile integrato all’apparecchio. Tutti gli apparecchi vengono collegati e gestiti da un controller in DMX che ne personalizza tutte le sequenze anche per ogni singolo apparecchio, con l’ausilio di apposito software dedicato.
Per l’illuminazione specifica sono state appositamente progettate e realizzate una serie di piantane, a prima vista sorprendenti, considerata la possibilità di nascondere in altro modo le sorgenti luminose, ma ampiamente giustificate secondo l’Arch. Bernini: ’si tratta di una ragione sia pratica che concettuale: c’era la necessità di disporre di una serie di sostegni attrezzati, che implementassero proiettori spot, casse acustiche, touch panel a uso dei visitatori, e non meno importanti le lampade di emergenza.Un’illuminazione diretta verso il basso avrebbe abbagliato il visitatore contravvenendo a questo assunto storico-culturale…’.
Le piantane, studio di queste riflessioni, sono state realizzate utilizzando un supporto modulare, fissato su base corredata di sistemi di connessione elettrica multipla, dove è alloggiata una batteria di proiettori orientabili dotati di trasformatore elettronico e lampade alogene di tipo QR111 da 50 W con ottica a 24°, per l’illuminazione d’accento di particolari architettonici nella parte alta della struttura.
Uno dei proiettori, posizionato in prossimità della base della piantana, dotato di lampada alogena di tipo QR111 con ottica 45° va ad illuminare il piano di calpestio per una e per una maggiore sicurezza ed una migliore fruizione dello spazio sovrastante.

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